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Addio a Borsalino

La Borsalino, la storica azienda di cappelli, è fallita. La storia della Borsalino è lunga e molto travagliata. Dal 1857 ha sede ad Alessandria, in Piemonte dove il suo fondatore, Giuseppe Borsalino, ebbe l’idea della creazione del particolare modello di cappello in feltro che per antonomasia ha, ormai, preso il nome di borsalino. Da quel lontano 4 aprile 1857 quando Giuseppe Borsalino avviò un piccolo laboratorio specializzato nella produzione di cappelli in feltro, la strada è stata tanta. La Borsalino produceva 2.500 cappelli al giorno e il Grand Prix, un importante attestato di qualità vinto all’Exposition Universelle di Parigi del 1900, contribuì a diffondere il marchio in tutto il mondo. Alla vigilia della prima guerra mondiale l’azienda produceva addirittura circa 2.000.000 di cappelli all’anno dando impiego a oltre 2.500 dipendenti. Poi pian piano il ridimensionamento che avvenne in concomitanza con l’inizio della caduta in disuso dei copricapi. Dopo un cambio di proprietà avvenuto negli anni novanta, la situazione è andata via via peggiorando e neppure il tentativo di utilizzo del marchio in altri settori, come profumi, occhiali, abbigliamento, caschi, orologi e gioielli è riuscita a evitare la richiesta di concordato preventivo. Quest’anno, in occasione del 160º anniversario, il Ministero dello Sviluppo Economico del Governo Italiano ha riconosciuto Borsalino tra le ‘Eccellenze del sistema produttivo’, dedicandole un francobollo del valore di € 0,95. Purtroppo in questi giorni di dicembre, il Tribunale fallimentare di Alessandria ha decretato il fallimento della storica azienda.