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Confindustria propone piano per limitare l’uso dei contanti

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Il Centro studi di Confindustria ha recentemente proposto un piano per aumentare i pagamenti con carta di crediti e, allo stesso tempo, disincentivare l’uso di banconote che aggrava l’evasione fiscale. Il piano prevede due tappe differenti: nella prima, si prevede uno sconto sulle transazioni elettroniche (tramite un credito di imposta del 2% al cliente che paga con carta di credito), mentre la seconda tappa prevede una tassazione sui prelievi di contanti allo sportello (la tassa non sarà tuttavia applicabile ai prelievi mensili inferiori a 1.500 euro). Il piano mira ovviamente a far arrivare nelle casse dello Stato una parte, in questo caso minima, delle tasse che ogni anno vengono evase in Italia (si calcola siano 107 i miliardi mancanti all’appello); il tutto in vista della prossima manovra finanziaria che verrà presto discussa in Parlamento e che dovrà essere completata entro dicembre. Vero è che in Italia l’uso della carta di credito è molto limitato (nel 2017 l’86% delle transazioni è avvenuto con denaro, contro una media europea del 74%), quindi il piano si inserirebbe in un contesto senza dubbio grave.