Lavoro: 2,5 milioni di occupati da sostituire nei prossimi 5 anni

Tra il 2020 e il 2024, ci saranno oltre due milioni e mezzo di lavoratori che raggiungeranno l’età della pensione, e all’Italia spetta l’arduo compito di sostituirli. Ad effettuare questo calcolo è Unioncamere, grazie ad un modello di previsione dei fabbisogni occupazionali, che ha preso in considerazione due possibili scenari futuri: nel primo, la crescita economica potrebbe generare una crescita degli occupati (sempre dal 2020 al 2024), mentre nel secondo scenario, decisamente più avverso, il numero di occupati potrebbe diminuire di 556mila unità.
Anche il settore pubblico si troverà alle prese con un generoso ricambio di personale, circa 720mila lavoratori. Un peso minore avrebbero invece i professionisti e le partite iva (circa 400mila), mentre i lavoratori più numerosi restano i dipendenti (quasi due milioni di unità). Geograficamente, la ripartizione di questo “fabbisogno lavorativo” vede il Nord Ovest del Paese con il bisogno maggiore di ricambio (tra i 600mila e gli 800mila), seguito dal Nord Est (492mila-665mila), poi il Sud (500mila-661mila), e il Centro (361mila-527mila). I settori più interessati da questo ricambio sono quelli del turismo e del commercio.