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Miyadori-do: tra Francia e Giappone

La parola non ha nulla di italiano. L’ospite di questo nuovo episodio, ci permette di aprire le frontiere dello spirito e del lavoro verso il Giappone. Françoise Potheau è la creatrice del marchio Miyadori-do che in giapponese significa “uccello di palazzo”. Le sue creazioni s’ispirano al Paese del Sol Levante, ma il suo interesse verso l’Italia l’ha spinta a proporre anche al di là delle Alpi i suoi prodotti improntati ad un’estetica universale: quella della filosofia di vita giapponese. A Marsiglia, Françoise Potheau, divenuta tra l’altro presidente dell’Associazione Culturale Franco-Giapponese, si occupa dell’insegnamento del giapponese e del microcosmo dei giapponesi a Marsiglia. Allora non ci resta che augurarle 安全な旅行… buon viaggio.

Anzitutto parliamo della vostra attuale attività. In cosa consiste?
Certo. Nella boutique Miyadori-do, ci si sente un po’ in Giappone: ceramiche, contenitori bento per il pranzo, vengono presentati in un’ambiente in cui l’atmosfera è caratterizzata dalle stampe giapponesi originali dell’epoca Edo. Il mio interesse verso il Giappone è anzitutto un percorso letterario, artistico e linguistico. Ho scoperto questo paese con il Genji monogatari: il primo libro scritto da una donna, Murasaki Shikibun, nel Giappone dell’XI secolo. Sono stata colpita da questa estetica letteraria e dalle sue illustrazioni che sono la quintessenza della bellezza giapponese. In seguito i miei studi di storie dell’arte alla Sorbona e alla scuola del Louvre a Parigi mi hanno condotta a studiare il “giapponismo” che ha influenzato tutta l’arte occidentale del XIX secolo ed ha trasformato la pittura moderna a partire da Monet, Manet, Van Gogh. Poi, organizzo e guido i viaggi e divido la mia vita tra Francia e Giappone. Ma lo stilismo e la creazione artistica sono la mia ragion d’essere. Ho creato dunque il mio marchio franco-giapponese Miyadori-do che fa da tramite tra questi due Paesi.

Le borse Miyadori-do sono ispirate alle borse giapponesi?
Sì, sono eleganti, raffinate ma coniugano anche lo spirito giapponese e quello occidentale. Una base di cuoio con i colori del sud, coperta con tessuto giapponese che proviene dagli atelier degli artigiani di Kyoto; la fabbricazione delle borse è francese, il che apporta ulteriore qualità

Il marchio ha ricevuto l’etichetta “Pure” da parte della “Maison méditerranéenne de la mode”
Sì, sono molto felice di questo riconoscimento. Il marchio prende slancio con progetti di diffusione in Francia e in Giappone, con sfilate di moda al Museo Cantini a Marsiglia, al salone The Box di Parigi e in Giappone: “Collezioni francesi” con Ubi France, “Bonjour France” con la Camera di Commercio Internazionale di Tokyo nei grandi magazzini Isetan di Shinjuku a Tokyo.

E poi la creazione di un nuovo marchio più locale?
Proprio così. Una nuova marca che ho chiamato Comme les papillons (“Come le farfalle”), creata nello spirito della Provenza per rispondere all’identità marsigliese del marchio.

Questo desiderio di sviluppare il vostro marchio vi spinge, dopo il Giappone, verso l’Italia. Come mai?
L’Italia è il Paese dove mi piacerebbe diffondere la mia collezione, perché gli italiani sono molto sensibili all’estetica e so che la mia collezione di borse è già stata notata. Spero di poter partecipare ad eventi sul posto. Sono molto attratta dalla città di Milano e dalla Settimana del Design, oltre che da tutti gli eventi promozionali della moda in Italia.

Qual è la motivazione principale dei vostri impegni professionali?
Lo stilismo e la creazione artistica sono il mio vero motore. È per il piacere che sviluppo il mio marchio.

Per saperne di più:

Miyadori-do
72, rue Grignan
13001 Marseille
France 
+334 91 33 95 99
www.miyadori-do.fr

Questionario di Proust

Anzitutto, quel è il tratto principale del suo carattere?
Ho un carattere generoso, altruista, ottimista e perseverante.

La qualità che preferisce negli altri?
Il rispetto degli altri. Solo attraverso questo ascolto reciproco possiamo costruire un mondo civilizzato.

Il suo maggior difetto?
Sono spesso in ritardo perché faccio mille cose allo stesso tempo.

La sua idea di felicità?
La felicità è fare di ogni giorno un successo. “Non c’è una strada verso la felicità: la felicità è la strada”. Proverbio taoista.

Se potesse essere un’altra persona?
Un grande nome della moda.

La canzone italiana preferita?
Amo molto Gigliola Cinquetti e tutte le sue canzoni.

Il film italiano preferito?
Ce ne sono molti: C’eravamo tanto amati, La dolce vita, Il Gattopardo, Otto e mezzo, Morte a Venezia, Una giornata particolare, L’Avventura…tutto il cinema del realismo italiano che si unisce al realismo del cinema giapponese.

L’attrice italiana preferita?
Claudia Cardinale ma anche Isabella Rossellini.

L’attore italiano preferito?
Certamente Marcello Mastroianni.

Piatto e bevanda preferiti della cucina italiana?
Gli involtini alla romana o la pasta fresca al nero di seppia, un ricordo di Venezia. Quanto alla bevanda, il limoncello.

Quale città italiana l’ha colpita maggiormente?
Venezia, è un po’ un classico ma resta una città magica.

Quale monumento o opera d’arte rappresenta meglio l’Italia?
Santa Maria del Fiore a Firenze: la summa delle ricerche architettoniche.

Cosa ama di più degli italiani?
Il senso dell’estetica, la loro accoglienza, la loro generosità.

Cosa detesta di più (sinceramente!) degli italiani?
Il lato un po’ rumoroso quando li incontri in crociera o la sera nei porti turistici.

Il suo colore preferito?
Tutti i colori, nel momento in cui si amano tra loro e trasmettono vibrazioni.

Lo scrittore italiano preferito?
Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore.

Chi è nella vita reale, l’eroe al quale si ispira?
Marco Polo

La dote naturale che avrebbe voluto avere?
La capacità di comporre musica.

La virtù più importante?
La temperanza, come moderatore.

Il suo motto?
Andare avanti nonostante tutto.