Genova torna unita: il nuovo ponte è completato

Sono trascorsi poco meno di due anni da quando il crollo del Viadotto Polcevera (noto anche come Ponte Morandi) a Genova stravolse la vita di tutti i genovesi e gettò l’Italia nello sconforto. Era il 14 agosto del 2018, e le immagini di quel crollo, per quanto sfocate, bloccarono i cuori e il respiro di tutti; quello spazio vuoto tra le due metà di Genova sembrava incolmabile. Ma è proprio in tempi eccezionali che l’Italia mostra le sue virtù, altrettanto eccezionali.

Il cantiere per costruire il nuovo ponte è stato aperto a gennaio del 2019 e non si è mai chiuso, neanche durante l’emergenza Covid-19. Il 27 marzo infatti, uno degli operai del cantiere viene trovato positivo al tampone ma la dirigenza riesce rapidamente ad identificare le 23 persone che erano venute in contatto con l’operaio e a circoscrivere il focolaio, evitando di mettere in quarantena il cantiere.

620 giorni dopo la tragedia, lo scorso 28 aprile, il nuovo ponte è stato completato nella sua struttura, pronto per essere aperto ufficialmente al pubblico il prossimo luglio, con la firma dell’architetto Renzo Piano. Sarà un ponte ad impatto ambientale contenuto grazie ai pannelli fotovoltaici, che produrranno l’energia necessaria per il suo funzionamento, notte e giorno. Il varo è avvenuto in presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del ministro delle infrastrutture Paola De Micheli; niente festeggiamenti, una cerimonia sobria. “Lo Stato non ha mai abbandonato Genova” ha detto il premier. “Oggi suturiamo una ferita. Ci impegniamo al massimo perché tragedie del genere non abbiano più a ripetersi”. Nella notte le pile del nuovo ponte sono state illuminate dal tricolore italiano. Secondo la ditta costruttrice Impregilo, il nuovo ponte sarà costituito da un impalcato in acciaio con una travata continua di lunghezza pari a 1067 metri costituita da 19 campate.