Il Piemonte aspira a diventare Capitale mondiale dell’agroalimentare

Mondialmente riconosciuto per la sua tradizione gastronomica e enologica, il Piemonte è uno dei simboli dell’eccellenza italiana, e nella regione, l’economia alimentare rappresenta 8 miliardi di euro all’anno: vini e liquori, dolci e cioccolato, formaggi, e il celebre tartufo bianco di Alba. Oggi è una delle più importanti regioni d’Italia per il settore agroalimentare, e guarda in avanti, con un progetto globale: riunire tutti gli attori della catena alimentare – dall’industria all’agricoltura, dalla formazione alla ricerca – per diventare la capitale mondiale dell’agroalimentare.

In Piemonte – che ospita alcuni dei marchi alimentari più importanti del Paese come Slow Food – ci sono 50.600 fattorie che coltivano 900mila ettari, di cui 49mila sono biologici. Quasi 4.390 imprese, il 7% del totale nazionale, operano in questo settore, oltre agli 11.618 negozi di alimentari e 28.028 bar e ristoranti. Nell’insieme, la filiera alimentare piemontese impiega 242mila persone.

Il Comitato di promozione per la Capitale mondiale dell’agroalimentare vuole coinvolgere gli abitanti delle otto province piemontesi per dare la parola ai territori, creando un dialogo che tocchi tutti i settori dell’agroalimentare. L’ambasciatrice di questo progetto è la sciatrice di Cuneo Marta Bassino, campionessa mondiale di slalom parallelo.

La road-map prevede in un primo tempo la cartografia della situazione attuale, attraverso un’inchiesta qualitativa e quantitativa, centrata su otto settori (formazione e ricerca, cultura, industria, agricoltura, artigianato, ristorazione, commercio e alberghiero). In seguito, il comitato procederà all’aggregazione dei rappresentanti delle differenti filiere agroalimentari piemontesi e alla pianificazione partecipativa attraverso dei tavoli di lavoro.

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