Rivoluzione smart working

Se un effetto positivo c’è stato, in seguito all’epidemia, è che le pubbliche amministrazioni sono state costrette ad un utilizzo massiccio del lavoro da casa, il cosiddetto smart working. Un’indagine di FPA, società del Gruppo Digital 360 rivela che a fine 2018 i “lavoratori digitali” erano appena 9.200, nelle PA italiane. Due anni dopo, 2020, i lavoratori smart sono il 92,2% e per la maggior parte si tratta di una novità gradita, al punto che quasi tutti vorrebbero che le cose rimanessero così (il 93%). Riorganizzando così il proprio tempo, i dipendenti hanno ottimizzato il loro lavoro e il tempo da dedicare a sé stessi e il 43% degli intervistati trovano il loro flusso di lavoro nettamente migliorato.