Moda e lusso: Francia e Italia armonizzano gli standard ESG
La Fédération de la Haute Couture et de la Mode (FHCM) e la Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI) hanno compiuto un nuovo passo nella loro collaborazione pubblicando un quadro di riferimento comune dedicato ai criteri ESG (Environmental, Social and Governance). L’iniziativa, avviata nel 2024, mira a fornire alle imprese della moda e del lusso operanti tra Francia e Italia un linguaggio condiviso e principi comuni lungo l’intera filiera.
Un linguaggio comune per una filiera integrata
Le industrie della moda e del lusso dei due Paesi sono strettamente collegate. Le maison collaborano quotidianamente con una vasta rete di produttori, laboratori artigianali e subfornitori distribuiti tra Francia e Italia. Questa organizzazione internazionale comporta spesso richieste differenti da parte dei vari committenti, aumentando il carico amministrativo soprattutto per le piccole imprese.
Il nuovo riferimento ESG nasce proprio con l’obiettivo di armonizzare tali richieste, offrendo una base comune che favorisca la collaborazione, semplifichi gli adempimenti e renda più omogenee le aspettative lungo tutta la catena del valore.
Sette principi fondamentali e linee guida condivise
Il documento individua sette impegni essenziali che riguardano il rispetto dei diritti umani, il divieto di lavoro minorile e forzato, la salute e la sicurezza dei lavoratori, la conformità alle normative ambientali, una retribuzione conforme alla legislazione vigente e comportamenti etici e trasparenti nei rapporti commerciali.
A questi si aggiungono numerose raccomandazioni organizzate in quattro aree principali: governance, salute e sicurezza, condizioni di lavoro e diritti umani, tutela dell’ambiente.
Il quadro di riferimento comprende inoltre un glossario condiviso per uniformare la terminologia utilizzata tra committenti e fornitori e una lista di documenti consigliati come base per gli audit ESG.
Uno strumento operativo per le imprese
Per i marchi e le maison, il documento rappresenta un supporto per uniformare codici etici, questionari destinati ai fornitori e procedure di audit.
Per produttori, laboratori e subfornitori costituisce invece uno strumento di autovalutazione utile a verificare il proprio livello di conformità, individuare eventuali aree di miglioramento e prepararsi con maggiore efficacia alle verifiche richieste dai clienti.
L’iniziativa punta inoltre a ridurre il peso amministrativo sulle piccole realtà artigianali, spesso prive di strutture dedicate alla gestione della conformità ESG.
Un primo passo verso una maggiore armonizzazione europea
Pur non avendo carattere vincolante, questo quadro comune rappresenta un’importante iniziativa di coordinamento tra Francia e Italia e un segnale concreto della volontà di accompagnare la transizione sostenibile dell’industria della moda e del lusso.
Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla sua diffusione presso imprese e operatori della filiera, ma costituisce già un esempio significativo di cooperazione franco-italiana a favore della competitività e della sostenibilità del settore.
Fonte:https://lepetitjournal.com/milan/actualites/collaboration-franco-italienne-filiere-mode-luxe-445367